sabato 19 settembre 2015

QUANDO C'ERA MARNIE

Mea culpa per non aver ancora visto il trio degli ultimi. Inconsciamente volevo ritardare la fine di un'era. Non accettavo che tutto fosse finito così all'improvviso. Sto parlando degli ultimi film dello studio Ghibli. L'ultimo di Miyazaki, l'ultimo di Takahata e questo, l'ultimo dello studio.
Forse.

Sì perché domani ci sveglieremo e scopriremo che è tutto uno scherzone.
Indipendentemente dal parere di chiunque dovete vedere questi tre film, persino se non vi piace l'animazione giapponese; così, per cultura.
Detto questo com'è la storia pseudo-lesbo (scherzo :-P) di Anna e Marnie? Beh è sicuramente un bel prodotto, realizzato splendidamente e con la solita lentezza giapponese, ma è montato talmente bene da non annoiare mai. Poetico come solo loro sanno fare, cerca forse troppo il melodramma e indugia un po' troppo sulle scene d'affetto delle due, a mio parere. Il tutto è contornato da un alone di mistero che si svelerà piano piano, ma che non insiste mai sul colpo di scena forzato. Il personaggio di Anna è caratterizzato benissimo e ha una psicologia interessante che fa riflettere. In definitiva mi è piaciuto più di Arietty (qui la pillola), sempre di Yonebayashi, nonostante quest'ultimo l'avesse sceneggiato il maestro.
Lo sapete vero che se non correte a vederlo siete brutti dentro.

p.s. Alla fine Miya sta ancora lavorando, Takahata non ha mai detto che si ritira e lo studio non è ufficialmente chiuso ;-) finché c'è vita...
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