mercoledì 22 luglio 2015

RIM CITY - N.01

Difficile essere sintetici nel parlare di Rim City. Perché Rim City non è semplicemente un fumetto, ma anche e sopratutto il coronamento di un sogno. Il punto di arrivo e contemporaneamente di partenza di un blogger tra i più seguiti in Italia. Punto di arrivo perché il pallino dell'etichetta di fumetti indipendenti il Doc ce l'ha sempre avuto; di partenza perché è la prova che quel sogno è diventato realtà e il progetto Atomico è iniziato con un folgorante rush finale della campagna indiegogo.
Di che sto parlando? Se non avete idea di cosa sia il progetto Atomico chiedete come al solito a mamma Google che lo sapete che qui non si da la pappa in bocca a nessuno!

E' doveroso fare i complimenti a tutto lo staff per il lavoro e l'impegno profusi nel progetto, per il raggiungimento dell'obiettivo e per l'umiltà dimostrata dal Dottore anche dopo aver raggiunto il goal della campagna.
Ma veniamo al dunque: com'è questo primo numero? Bello non c'è che dire. Bei disegni, bei dialoghi e bei colori. Vediamo di stemperare un po' gli animi però perché non è certo perfetto e ci sono un po' di cose che mi hanno fatto storcere il naso. Partiamo dai disegni: per quanto siano ben fatti non mi sembra il caso di strapparsi i capelli; il giovane Orlandini è bravo e si vede, ma il suo stile è molto derivativo e i volti sono il comparto dove questo si riscontra maggiormente. Hanno poca personalità e non basta un ciuffo emo per risolvere (a proposito ma quanto è brutto quel ciuffo?!). Le architetture, i costumi e i veicoli sono piuttosto anonimi. Per dire i disegni di Quebrada per me sono una spanna sopra; d'accordo che sono due generi completamente diversi, ma si vede la mano più esperta.
Niente da dire sul versante colori, bella la palette, sebbene l'uso così massiccio del digitale non mi piaccia molto, ma questo è solo gusto personale.
Dove l'albo da il suo meglio è la sceneggiatura, piena di clichè quanto vuoi, ma quando li mescoli bene sono sempre un piacere. Niente spiegoni e tanti misteri; bene o male si sa dove andrà a parare, ma sono sicuro che non mancheranno le sorprese. Anche i dialoghi non sono male, anche se una cosa veramente mimma, come direbbe il dottore, è quel "piovrami", dai siamo seri?!
Un altra critica che mi sento di muovere è sull'esiguo numero di pagine: sapendo che in totale sono ottanta e vedendo come è impostato il primo numero, prevedo che rimarranno molte questioni aperte alla fine.
Contenti di non aver buttato via i soldini (per l'edizione print ovviamente) aspettiamo fiduciosi il secondo numero.
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